Anelli -By PeppeBassman-

Dove si legge ... in silenzio ...

Anelli -By PeppeBassman-

Messaggioda admin » lunedì 29 ottobre 2012, 20:00

Per i futuri sposi è sempre una decisione importantissima.

Ma per i pescatori (soprattutto per alcune tipologie) spesso è una decisione ancora più importante... :P


E allora vediamo insieme una volta per tutte quali sono le caratteristiche a cui bisogna prestare attenzione quando si scelgono gli anelli da montare sulle nostre amate bolognesi.

Per quanto mi riguarda, un anello da bolo deve:
- essere il più leggero possibile
- garantire una perfetta dissipazione del calore
- essere prodotto in un'ampia gamma di misure così da consentire la realizzazione di scalate perfette
- essere realizzato con materiali affidabili, in grado di resistere alla corrosione ed all'usura del tempo (tanto più se si pesca in mare)


Il mercato ci offre una grande varietà di prodotti che rispecchiano in maniera abbastanza soddisfacente queste caratteristiche.

Il leader mondiale in questo campo è sicuramente Fuji.

Ed è per questo motivo (nonché per una mia comodità visto che conosco abbastanza bene i loro prodotti) che prenderò come riferimento proprio gli anelli commercializzati da questa casa produttrice.


Nel catalogo Majora possiamo individuare due serie di anelli particolarmente adatti al montaggio delle bolo:

- la serie Y (a ponte lungo)
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- la serie MY (a ponte medio)
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Combinando correttamente queste due serie, si possono ottenere praticamente tutte le scalate necessarie al montaggio di canne bolognesi di qualsiasi misura.


Oltre a queste, prenderemo in considerazione anche una terza serie:

- serie LV (a ponte corto)
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Questa serie offre una gamma di misure sicuramente più ridotta, ma, per la sua maggiore robustezza, può tornarci utile quando dobbiamo montare canne bolognesi esplicitamente dedicate ad utilizzi più impegnativi e gravosi che presuppongono l'utilizzo di monofili di diametro generoso.




Fatta questa necessaria premessa, possiamo ora addentrarci più nello specifico ed osservare da vicino le caratteristiche ed i dettagli tecnici di ogni singola serie.


Come si diceva prima, utilizzando le serie Y + MY e combinandole opportunamente tra di loro, siamo in grado di ottenere delle scalate adatte praticamente a tutte le tipologie di canne bolognesi che ci capitano sotto mano.

Alla serie Y appartengono anelli con telaio in:
- titanio (CCYGG e TYSG)
- acciaio sabbiato (YSG)
- acciaio cromato (YAG)
- acciaio verniciato (BYAG, BYOG e BYLG)

Alla serie MY appartengono invece anelli con telaio in:
- acciaio sabbiato (MYSG)
- acciaio verniciato (BMYAG e BMYOG)


Per quanto riguarda i materiali con cui è realizzata la pietra, per la serie Y avremo anelli in:
- carburo di silicio (YSG)
- nitruro di titanio e ceramica (CCYGG)
- ossido di alluminio rinforzato (BYAG e YAG)
- alluminio (BYOG)
- ossido di alluminio (BYLG)

Per la serie MY, invece, avremo anelli con pietra in:
- carburo di silicio (MYSG)
- ossido di alluminio rinforzato (BMYAG)
- alluminio (BMYOG)


Appare subito evidente come i telai in acciaio sabbiato (finitura "Gun Smoke") ed in acciaio verniciato (finitura "Black") siano disponibili per entrambe le serie.

Allo stesso modo, appare evidente come entrambe le serie forniscano pietre in carburo di silicio (SiC), ossido di alluminio rinforzato (Alconite) ed alluminio (Improved Hard).


Alla luce di queste considerazioni, dovendo combinare le due serie, gli abbinamenti corretti saranno:
- YSG + MYSG: telaio in acciaio sabbiato ("Gun Smoke") e pietra in carburo di silicio (SiC)
- BYAG + BMYAG: telaio in acciaio verniciato di nero ("Black") e pietra in ossido di alluminio rinforzato (Alconite)
- BYOG + BMYOG: telaio in acciaio verniciato di nero ("Black") e pietra in alluminio (Improved Hard)

Ovviamente, nessuno ci vieta di utilizzare materiali differenti di pietra e/o di telaio per le due serie!
Ad esempio, alla serie CCYGG con telaio in titanio e pietra in nitruro di titanio e ceramica (i famosi "Gold Cermet") potremmo abbinare la classica serie MYSG con telaio in acciaio sabbiato e pietra in carburo di silicio (SiC); esteticamente avremo il famoso "pugno in un occhio", ma, dal punto di vista della funzionalità e della scelta delle misure, ricordandoci che stiamo sempre parlando di bolognesi, non ci sono particolari controindicazioni (a parte qualcuna trascurabile)...

Personalmente, sono un po' restio a questo tipo di abbinamenti...
Come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte!
Inoltre, preferisco combinare anelli che sono stati ideati e progettati per lavorare insieme e garantire una certa continuità nei materiali di pietra e telaio.


Per quanto mi riguarda, le serie YSG + MYSG sono senza dubbio la scelta migliore e più azzeccata quando dobbiamo anellare una canna bolognese.

Questo per vari motivi.

Innanzitutto, parliamo di anelli molto leggeri: una classica scalata a partenza da un 20 YSG fino ad un 4 MYSG ha un peso totale di circa 7 grammi.

In secondo luogo, grazie alla pietra in carburo di silicio (SiC), in assoluto il miglior materiale per caratteristiche di scorrevolezza e di dissipazione del calore, abbiamo una perfetta gestione dei monofili, anche e soprattutto di quelli molto sottili che si utilizzano in questa tecnica.
Perché, se è sicuramente vero che nella pesca a bolognese non si sviluppa mai un attrito molto elevato tra pietra dell'anello e monofilo, il ridotto diametro e quindi l'elevata fragilità di quest'ultimo rende necessario l'utilizzo di un anello che sia il più scorrevole possibile e che consenta di dissipare in maniera assai efficiente il calore, seppur non elevatissimo, che si genera ad esempio durante il combattimento (spesso prolungato proprio a causa dei ridotti diametri) con la preda.

Terzo motivo, l'acciaio sabbiato con cui è realizzato il telaio ha elevate caratteristiche di resistenza alla corrosione; questo determina una grande affidabilità dell'anellatura nonché la sua durata nel tempo ed è una caratteristica fondamentale ad esempio nella pesca in mare.

Infine, queste due serie forniscono una ampissima gamma di misure e ciò ci consente di realizzare scalate perfette, adatte al montaggio di praticamente tutte le bolognesi presenti, di qualsiasi metratura esse siano.


Altra ottima scelta sono le serie BYAG + BMYAG con telaio in acciaio verniciato di nero e pietra in Alconite.
Anche in questo caso parliamo di anelli molto leggeri e realizzati in una gamma molto ampia di misure (le stesse misure dei corrispondenti in SiC).

Le grosse differenze, però, sono due:
1) l'acciaio con cui è realizzato il telaio di questi anelli non viene sottoposto al processo di sabbiatura (processo che conferisce doti di elevata resistenza alla corrosione), ma è semplicemente verniciato di nero;
2) la pietra in Alconite (ossido di alluminio rinforzato) non garantisce le stesse prestazioni del carburo di silicio in quanto a scorrevolezza e dissipazione del calore.

Proprio per quest'ultimo motivo, scarterei a priori le altre due serie BYOG + BMYOG con pietra in lega di alluminio (Improved Hard), materiale ancora meno prestante dell'Alconite nella gestione del monofilo.


Rimangono perciò due "scelte obbligate":
1) serie YSG + MYSG
2) serie BYAG + BMYAG

In entrambi i casi abbiamo anelli molto leggeri e tante misure a nostra disposizione.
Nel primo caso, però, avremo il telaio in acciaio anticorrosione e la pietra in SiC.
Nel secondo caso avremo un non trascurabile vantaggio dal punto di vista economico (una serie di Alconite costa meno della metà rispetto ad una serie di SiC).


Gli apicali da abbinare a queste serie sono rispettivamente:

NMVST del 4 per le serie YSG + MYSG con pietra in SiC
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BNMVAT sempre del 4 per le serie BYAG + BMYAG con pietra in Alconite
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Analizziamo ora la serie LV.

Abbiamo detto prima che questi anelli possono rappresentare un'ottima scelta quando si devono montare canne bolognesi espressamente votate ad utilizzi "pesanti".
La struttura a ponte corto e la loro particolare robustezza sono infatti delle caratteristiche che ben si adattano a queste situazioni.

Intendiamoci, nessuno ci vieta di utilizzare le serie Y + MY (o magari anche solo la serie Y) anche sulle canne più "hard": in entrambi i casi parliamo infatti di anelli più che affidabili.
Inoltre le serie Y + MY offrono tutti i vantaggi del ponte lungo e delle misure piccole.

Ma la serie LV rappresenta una validissima alternativa quando il ponte lungo non è strettamente necessario (come, appunto, nel caso dell'utilizzo di monofili più grossi che hanno una minore tendenza ad attaccarsi al fusto della canna in caso di umidità) e quando le misure più piccole non sono indispensabili.


Per quanto riguarda la serie LV a ponte corto, anche qui troviamo anelli con telaio in:
- titanio (CCLVGG)
- acciaio sabbiato (LVSG)
- acciaio verniciato (BLVAG, BLVLG e BLVOG)

Anche questi anelli offrono pietre in:
- carburo di silicio (LVSG)
- nitruro di titanio e ceramica (CCLVGG)
- ossido di alluminio rinforzato (BLVAG)
- ossido di alluminio (BLVLG)
- alluminio (BLVOG)

In questo caso, scegliendo anelli a ponte corto, non avremo bisogno di combinare due serie con caratteristiche differenti per cui la scalata sarà composta da anelli appartenenti tutti alla stessa serie.

L'unica decisione da prendere sarà il tipo di pietra che vorremo adottare: carburo di silicio (SiC) per la serie LVSG oppure ossido di alluminio rinforzato (Alconite) per la serie BLVAG.
Ho volutamente scartato gli anelli con pietra in nitruro di titanio e ceramica ("Gold Cermet") perché, sul catalogo 2012, abbiamo una mancanza di molte misure adatte al montaggio delle bolognesi e ho scartato anche quelli con pietra di qualità inferiore all'Alconite perché sicuramente meno prestanti in quanto a scorrevolezza e dissipazione del calore.


Gli apicali più adatti alle serie LV a ponte corto sono:

FST del 5,5 per la serie LVSG con pietra in SiC
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BFAT del 5,5 per la serie BLVAG con pietra in Alconite
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Dopo aver analizzato le caratteristiche delle singole serie di anelli, passiamo ora a vedere come si compone una corretta scalata per il montaggio di una canna bolognese.

La varietà di misure offerta dalle serie Y e MY ci è di grande aiuto in questo caso.

Per le serie YSG (SiC) e BYAG (Alconite) abbiamo i seguenti diametri: 30 - 25 - 20 - 16 - 12 - 10 - 8 - 8L - 7 - 6.
A noi interessano principalmente le misure 20, 16 e 12.

Per le serie MYSG (SiC) e BMYAG (Alconite) abbiamo invece: 10 - 7 - 6 - 5 - 4,5 - 4,5L - 4.
In questo caso ci interessano tutte le misure.


Per combinare correttamente le due serie, bisogna utilizzare gli MY nelle misure dal 10 a scendere.

Queste indicazioni ci vengono fornite anche dalla stessa Fuji in questa tabella:
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Per le serie LVSG e BLVAG a ponte corto abbiamo infine i seguenti diametri: 30 - 25 - 20 - 16 - 12 - 10 - 8 - 7 - 6.
In questo caso, come abbiamo già detto, possiamo comporre la scalata a nostro piacimento, senza aver bisogno di ricorrere ad un'altra serie.
Scarteremo solamente il 30 ed il 25 perché troppo grandi per questa tipologia di canne.


Le misure ed i codici degli apicali li abbiamo già visti in precedenza:

- NMVST del 4 da abbinare alle serie YSG + MYSG
- BNMVAT del 4 da abbinare alle serie BYAG + BMYAG (ma nessuno ci vieta di utilizzare un apicale NMVST in SiC anche in questo caso)

- FST del 5,5 per la serie LVSG
- BFAT del 5,5 per la serie BLVAG (ma, anche in questo caso, possiamo tranquillamente preferire un apicale FST con pietra in SiC)


Ecco, dunque, come realizzare una scalata per una canna bolognese diventa facile ed intuitivo.




Passiamo ora a vedere quali sono le caratteristiche da tenere in considerazione quando dobbiamo scegliere misure e disposizione degli anelli su una bolo.

Fondamentalmente dobbiamo tenere in considerazione 3 parametri:
- lunghezza della canna
- numero delle sezioni in cui è strutturata
- azione

Le canne bolognesi sono realizzate in lunghezze che vanno dai 5 agli 8 metri; per alcuni modelli (pochi a dir la verità) possiamo avere anche la 9 metri (mi vengono in mente, ad esempio, la Daiwa Super9 e la "vecchia" Colmic Formula 200).


Nella maggior parte dei casi, il numero delle sezioni in cui è strutturata una bolo è equivalente alla sua lunghezza: le 5 metri sono in 5 sezioni, le 6 metri in 6 e così via.

Inoltre, la stragrande maggioranza delle bolognesi appartenenti alla stessa serie, viene realizzata con l'utilizzo dello stesso stampo (mandrino) e condivide tutte le sezioni con le canne di lunghezza superiore escluso ovviamente pedone e sovrapedone.
Questa caratteristica viene definita "metricità" ed è frutto di una semplificazione del processo realizzativo.

Per chiarire meglio il concetto, una Daiwa AW-V50 ed una Daiwa AW-V60 hanno vetta, sottovetta, terzo e quarto pezzo in comune: parliamo cioè di sezioni IDENTICHE e quindi assolutamente intercambiabili.
La AW-V60 avrà ovviamente una sezione in più, il sovrapedone (in questo caso il quinto pezzo) e, di conseguenza, un pedone differente per dimensioni e conicità.
Continuando, avremo che la AW-V70 condividerà i primi 5 pezzi con la AW-V60, ma avrà in più un sovrapedone (sesto pezzo) ed un pedone e così via.

Come abbiamo già detto, la metricità è una bella comodità nella realizzazione di una serie di canne ed è infatti una caratteristica diffusissima.


Esistono però delle eccezioni per entrambe le caratteristiche (numero delle sezioni rispetto alla lunghezza e metricità).

Per quanto riguarda il numero delle sezioni rispetto alla lunghezza, possiamo citare la Team Daiwa Advanced VAST. Questa canna è realizzata con un numero di sezioni maggiore rispetto alla sua lunghezza: la 6 metri ha infatti 8 pezzi e la 7 ne ha 9.

Sul discorso della metricità, ricorderei invece le vecchie Shimano Aernos TE3.
Queste bolo di qualche anno fa, infatti, non erano metriche.
O, meglio, non lo erano per tutta la serie.
5, 6 e 7 metri condividevano le sezioni di testa; la 8 metri era invece strutturata in 7 sezioni ed aveva quindi un diverso taglio degli elementi.



Per quanto riguarda l'azione delle bolognesi, generalizzando al massimo, possiamo individuare due grandi gruppi di canne:
- canne che, da montate, mantengono inalterate le loro caratteristiche di prontezza e rapidità
- canne che invece "risentono" maggiormente del montaggio

Volendo fare degli esempi, al primo gruppo appartengono attrezzi con caratteristiche simili alle varie Daiwa AW-V, Super Tournament Italy, Tournament Pro Bolo, ecc.
Vale a dire canne molto tese e pronte, con azioni progressive e potenti che non vengono messe in crisi dal peso (seppur irrisorio) e dalla "meccanica" dell'anellatura.

Di contro, al secondo gruppo appartengono canne della tipologia delle varie Tournament F1, Tournament X, ecc.
Questi attrezzi hanno sicuramente azioni più morbide ed una maggiore tendenza a flettere sotto carico; pertanto, la scelta del montaggio dovrà essere effettuata tenendo conto di questo per preservare il più possibile le caratteristiche del grezzo ed evitare di rendere la canna lenta e "ballerina".

Sia chiaro che tutte le canne, indistintamente, risentono del montaggio, diventando più lente e perdendo parte delle loro caratteristiche da nude.
In attrezzi che appartengono alla seconda tipologia, però, tale cambiamento è molto più evidente.



Dunque, come abbiamo già detto, nella scelta di un montaggio dobbiamo sempre tenere ben presente la lunghezza della nostra canna, il numero delle sezioni e la tipologia d'azione.


La lunghezza della canna influenza il diametro dell'anello di partenza.

Il diametro del primo anello si sceglie infatti tenendo conto di due caratteristiche:
- distanza di pesca e quindi lancio e controllo della lenza durante la passata
- taglia del mulinello che equivale a dire diametro della bobina

Pertanto, su una 5 metri, canna che si utilizza nella pesca a breve e brevissima distanza, non sarà necessario far partire la scalata con un anello di diametro troppo grande.
Si presuppone infatti che canne di questa lunghezza non dovranno mai lanciare e guidare la lenza a distanze troppo elevate; inoltre, su una 5, si tenderà ad utilizzare mulinelli non molto grandi per cui il diametro delle spire in uscita dalla bobina durante il lancio ed il rilascio del filo sarà piuttosto ridotto.

Alla luce di queste considerazioni, possiamo dedurre che un serie Y (o un LV) del 12 è più che sufficiente come anello di partenza su una bolo da 5 metri.
Alcuni utilizzano il serie Y del 16, ma, per quanto mi riguarda, il 12 va più che bene.


Il discorso cambia se passiamo ad una 6 metri, canna da media distanza.
In questo caso, trovo che il 16 sia più adeguato come anello di partenza.


La 7 e la 8 metri, poi, si utilizzano per pescare sulla lunga e sulla lunghissima distanza.
In questo caso un 20 ci sta tutto: un anello di diametro maggiore, infatti, facilita il lancio permettendoci di raggiungere distanze più elevate e consente un rilascio del filo più lineare soprattutto quando si utilizzano mulinelli con bobina più larga, che meglio si adattano a canne di questa lunghezza.
Il cono di spire che fuoriescono dalla bobina e si incanalano nel "tunnel" composto dagli anelli viene infatti meno strozzato se si utilizza un primo anello di diametro maggiore.


Ovviamente, si possono individuare numerose eccezioni anche a queste semplici regolette!

Abbiamo infatti dato per scontato che le canne corte si utilizzano per pescare a breve distanza e quelle lunghe per pescare a distanze maggiori.
Non sempre, però, è così...

In mare, ad esempio, si usano spesso canne lunghe per pescare sotto punta appoggiando la lenza magari su un fondale elevato.
In questo caso, i vantaggi di un anello grande non vengono sfruttati a pieno e gli svantaggi che un eventuale anello piccolo potrebbe comportare non vengono avvertiti.

Come sempre, bisogna tenere conto di vari parametri...

Possiamo dire, però, che un primo anello grande è in grado di coprire al meglio molteplici situazioni; un anello piccolo può invece coprirne solo alcune.



Passiamo al numero delle sezioni.
Questo parametro influenza ovviamente il numero totale degli anelli che andranno a comporre la nostra scalata, ma anche il numero e la posizione degli anelli scorrevoli.

Il primo dato è facilmente intuibile: su una canna strutturata in 7 sezioni dobbiamo mettere ALMENO 7 anelli (nello specifico, 6 anelli + 1 apicale).
Almeno un anello sulla sommità di ogni sezione, dunque, più ovviamente un certo numero di scorrevoli.

Il secondo dato (numero e posizione degli scorrevoli) è anch'esso influenzato dal numero delle sezioni, anche se in minor parte.
Abbiamo prima citato la Team Daiwa Advanced VAST dicendo che questa canna ha un numero di sezioni maggiore rispetto agli standard: la 7 metri, ad esempio, è realizzata in 9 elementi.
Tutto ciò determina sezioni più corte, quindi anelli fissi più vicini tra di loro ed una migliore distribuzione dei carichi; il risultato è che possiamo ridurre il numero degli anelli scorrevoli.
Discorso contrario per le canne strutturate in un numero di sezioni inferiore allo standard.



Andiamo infine a considerare l'azione della canna (che è probabilmente il parametro più importante).

Come dicevamo prima, è possibile individuare due tipologie di bolognesi:
- canne che modificano di poco le loro caratteristiche a causa dell'anellatura
- canne che risentono maggiormente di questa operazione

Per entrambe le tipologie, la scelta di una scalata di anelli, il diametro dell'anello di partenza, il numero e la posizione degli scorrevoli è sempre frutto di un compromesso: se da una parte dobbiamo mirare ad ottenere una corretta distribuzione dei carichi sul grezzo e quindi una curva armonica sotto trazione, dall'altra dobbiamo evitare di appesantire troppo la canna tanto più se abbiamo a che fare con un attrezzo che risente maggiormente del montaggio.

Un elevato numero di scorrevoli è infatti quello che ci consente di ripartire in maniera uniforme le forze sul grezzo e di scaricarle verso il basso di canna, quindi su sezioni più grosse e resistenti.
Il rovescio della medaglia è che gli scorrevoli appesantiscono l'attrezzo, lo rallentano ed irrigidiscono un tratto della sezione su cui sono posizionati.

Pertanto, è quanto mai opportuno non eccedere con gli scorrevoli se questi non sono strettamente necessari o se non apportano reali vantaggi.


Ma... cosa fa uno scorrevole dal punto di vista della distribuzione dei carichi?
Se riflettiamo un attimo sulla funzione degli anelli durante la trazione, non è difficile comprenderlo.

Su un grezzo in trazione, gli anelli fungono da punto di applicazione delle forze.
Appare dunque ovvio che una sezione su cui la forza verrà applicata in un unico punto, nel nostro caso la sua estremità, avrà una flessione maggiore di una stessa sezione sulla quale invece la stessa identica forza venga applicata su due punti ben distinti: sulla sua estremità e, ad esempio, nel mezzo.
Tutto ciò per una questione di leve e di ripartizione dei carichi.

Quindi, un anello scorrevole posto grosso modo al centro di una sezione di una bolognese renderà quella sezione meno propensa a flettere.
Anche il tubetto di carbonio su cui lo scorrevole è legato determinerà un irrigidimento del tratto di sezione situato immediatamente più in basso.

Il risultato finale è una sezione che flette meno.
Questa, di conseguenza, andrà a sollecitare maggiormente la sezione sottostante; le tensioni si scaricheranno quindi verso il basso preservando i pezzi più deboli da eventuali rotture.

Appare dunque chiaro che uno scorrevole posto circa a metà del terzo elemento di una bolo rende la curva più ampia, spostando verso il basso il punto di carico ed andando a sollecitare maggiormente il quarto elemento.

Appare ancora più chiaro come tale anello sia del tutto superfluo su canne con curve già molto ampie che, ad esempio, chiamano già pienamente in causa il quarto pezzo sotto trazione senza bisogno di ulteriori punti di applicazione della forza.

Solitamente, queste canne appartengono alla famosa seconda tipologia.

Essendo dunque attrezzi che "soffrono" maggiormente il montaggio e che hanno punti di carico situati abbastanza in basso, si gioveranno di anellature più leggere, con anelli magari più piccoli e senza la presenza di scorrevoli superflui (come potrebbe appunto essere quello sulla terza sezione).





Dopo questo lunghissimo excursus siamo infine in grado di valutare e di comprendere tutte le variabili che influenzano la scelta di una scalata di anelli nel montaggio di una canna bolognese.

Ora non ci resta che guardare un po' di esempi delle diverse tipologie di scalate.







Partirei con il mostrarvi le scalate "standard" dotate di scorrevole anche sul terzo elemento.

Queste scalate sono adatte a canne appartenenti alla famosa prima tipologia.

Per capirci, parliamo delle cosiddette canne "allround" come possono essere le Daiwa AW-V, le Super Tournament Italy oppure le Tournament Pro.

Ecco qui, ad esempio, una ipotetica scalata per la AW-V50:
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Come potete notare, siamo partiti con un 12 serie Y (diametro secondo me più che sufficiente su una 5 metri) ed abbiamo terminato la scalata con un 4 MY: abbiamo in tutto 9 anelli (8 + 1 apicale serie NMV del 4 per la precisione).
Le sigle poste sulla terza riga a partire dal basso si riferiscono ad anelli con pietra in SiC; quelle poste sulla seconda riga, invece, sono per i corrispondenti anelli in Alconite.
Sarà così per tutte le tabelle che vi mostrerò. ;)

Su 5 metri di questa tipologia, possiamo prendere in considerazione anche il famoso montaggio "all'inglese".
Su canne più lunghe non ha senso, ma, in questo caso, può fare al caso nostro.
In fin dei conti, si tratta di aggiungere un solo ulteriore anello scorrevole sul quarto elemento (sovrapedone).

Questo è il risultato:
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Le scalate per la 6, la 7 e la 8 metri sono facilmente intuibili.

Per la 6 partiamo con un 16:
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Sulla 7 iniziamo dal 20:
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Sulla 8 partiamo sempre dal 20 e doppiamo il 4 sulla cima:
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Già che ci siamo, mettiamo anche la scalata per una eventuale bolognese da 9 metri quale può essere, ad esempio, la Daiwa Super 9 Tournament Italy:
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In questo caso, siamo sempre partiti con un serie Y del 20 ed abbiamo doppiato sia il 4,5L che il 4.







Come abbiamo visto, però, non tutte le canne necessitano di scorrevole anche sul terzo elemento.

Eccovi allora altre quattro scalate che non lo prevedono!

Come al solito iniziamo dalla 5 metri:
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Poi la 6 metri:
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La 7:
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Ed infine la 8 metri:
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Su 5, 6 e 7 metri ci troveremo con un anello "superfluo"; per cui possiamo decidere se mettere un 4,5L o un 4 come ultimo scorrevole sulla vetta.

I due anelli sono comunque molto molto simili tra loro sia per dimensioni che per peso per cui non ci sono praticamente differenze tra scegliere l'uno o l'altro.

Sulla 8 metri non abbiamo invece questo "problema".




Queste altre quattro scalate che vado ora a presentarvi possono rappresentare una valida alternativa alle quattro appena viste.

I più attenti avranno già notato che, rispetto alle scalate che prevedono lo scorrevole sul terzo pezzo, queste ultime quattro appena viste presentano una cima con anelli leggermente più grossi...
Questo perchè, non dovendo posizionare un anello sul terzo, avremo un avanzamento di questo passante (nel nostro caso il 7 MY) di una posizione con il conseguente avanzamento anche degli anelli successivi...

Per capirci, se nella scalata che prevede lo scorrevole sul terzo abbiamo ad esempio un 4,5 come fisso sul sottovetta, nella scalata senza scorrevole sul terzo avremo un 5.

Per carità, la differenza finale è talmente minima da essere quasi trascurabile, ma, per i più esigenti, è disponibile un piccolo escamotage...

Si tratta semplicemente di saltare una misura nella composizione della scalata pur mantenendo lo stesso diametro di partenza.

In questi esempi che vi mostro io ho deciso di saltare appunto il 7 MY.

Ecco qui il risultato sulla 5 metri:
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Sulla 6:
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Sulla 7:
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E sulla 8:
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Queste quattro scalate offrono il vantaggio di una cima molto leggera seppur con la presenza di un anello di partenza con un diametro adatto anche alla pesca a distanza.







Se, però, decidiamo che la nostra canna non verrà mai utilizzata per lanciare e controllare la lenza a grande distanza, allora possiamo optare per delle scalate realizzate con anelli di partenza di diametro inferiore rispetto allo standard.

Queste tipologie di scalate si adattano molto bene a canne bolognesi appartenenti alla famosa seconda tipologia...

Parliamo di canne dall'azione piuttosto morbida, con un fusto meno fermo e quindi meno propense alla pesca a distanza.
Sono canne che, nella stragrande maggioranza dei casi, vengono utilizzate per pescare sotto punta (o poco più in là) con lenze leggere.

Inoltre, per la loro natura, non necessitano nemmeno di scorrevole sul terzo pezzo.


In questa categoria possiamo farci rientrare le varie Tournament F1 e le Tournament X rossa e blu.


Le ipotetiche scalate da adottare in questo caso saranno quindi differenti rispetto a quelle viste finora.

Ecco qui, ad esempio, come anellare una ipotetica 5 metri light:
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La 6 metri, di conseguenza, sarà:
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Ed ecco anche la 7:
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Ed una ipotetica 8:
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Come vedete, rispetto a prima, abbiamo scalato tutto di una misura: sulla 5 siamo partiti con un 10, sulla 6 con un 12 ed abbiamo utilizzato un 16 su 7 e 8 metri.


Se scaliamo ancora, otteniamo il famoso montaggio "alla romagnola".
Tale montaggio prende il nome dalla Romagna; in questa regione, infatti, data la particolare conformazione dei corsi d'acqua, la bolognese non si utilizza mai per effettuare passate a lunga distanza.
Pescando principalmente sotto punta, è opportuno privilegiare la leggerezza ed esaltare la rapidità del grezzo.

Ma questo montaggio può risultare utile anche al di fuori della Romagna! :)

Una 5 metri montata "alla romagnola" è grosso modo così:
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Ecco il montaggio per la 6 metri:
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Ed ecco la 7 metri:
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Volendo, possiamo anche spingerci ancora più sul "light".
Basta scalare il tutto di una misura! ;)

La 5 metri sarebbe dunque così:
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Di conseguenza, questa sarebbe la nostra 6 metri superleggera:
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E questa la nostra 7 metri per pesche "porno":
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Se, però, dovete lanciare lontano... cambiate canna! :P







Per concludere, vediamo queste ultime quattro scalate adatte a bolognesi "da lavori pesanti".

Come dicevamo prima, per questa tipologia di canne, possiamo prendere in considerazione la serie LV a ponte corto.

Per intenderci, parliamo di canne stile Daiwa Amorphous Whisker AW-VPT (la rossa) o Super Tournament Italy VHH (rossa e nera).

Ovviamente, nessuno ci vieta di utilizzare le serie Y + MY anche su queste bolognesi.

La serie LV, però, può comunque rappresentare una validissima alternativa.


Ecco qui la 5 metri:
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Che possiamo anche decidere di montare all'inglese (si tratta di aggiungere un solo anello rispetto a prima):
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Per la 6 metri, come di consueto, partiamo dal 16:
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Per la 7 partiamo dal 20:
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E, se avete braccia e schiena ben allenate... potete prendervi anche una bella 8 metri "hard and heavy" ed anellarla sempre a partire dal 20:
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Re: Anelli -By PeppeBassman-

Messaggioda compare zappitto » mercoledì 8 giugno 2016, 8:44

ho recuperato per caso alcune delle immagini da un vecchio archivio, non è tutto ma ...

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